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Cerimonia per il bicentenario della nascita d Giuseppe Garibaldi

(Napoli, venerdì 9 febbraio 2007)

 

 

Carissimo Fr.Luigi DANESIN 33° Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia nonché

S.G.C. del Supremo Consiglio d’Italia del 33 del ultimo grado,

Carissimi FF. e SS., illustri relatori, graditi ospiti, 

 

 E’ in qualità di membro d'onore del Supremo Consiglio d'Italia, ma anche con il messaggio di intesa fraterna tra le nostre due giurisdizioni del RSAA che sono qui con voi a Napoli per celebrare la memoria del nostro fratello Giuseppe Garibaldi, patrimonio caro ai nostri cuori e alla nostra tradizione filosofica di liberi muratori. Per me è motivo di grande felicità trovarmi con voi, e lo è ancora di più da quando abbiamo consolidato relazioni fraterne che ci fanno considerare le occasioni d’incontro come il bene più prezioso. Da cinque anni avanziamo ormai insieme con la forza della nostra comune volontà  di fare irradiare i valori di libertà, di laicità tollerante e di progresso adogmatico. Condividiamo la preoccupazione per

la perdita dei valori e cerchiamo di contribuire al dibattito di idee sostenute dalla tolleranza e

dalla fraternità.

 

Il sostegno da parte dei membri del Supremo Consiglio, Grande Collegio del RSAA – GODF

è totale, ma adesso si è aggiunto un nuovo partner, la società europea di studi e di ricerche scozzesi, esempio eccellente e  concreto di attenzione a tutte le problematiche che offrono

i nostri tempi. Ma i fratelli passano ed è importante che le istituzioni conservino l'entusiasmo che  porta verso progetti ambiziosi e li proietta verso il futuro. Il Trattato d'amicizia e di cooperazione che ci vincola, ha certamente segnato una svolta storica che ci occorre consolidare associando i fratelli delle nostre due giurisdizioni allo scambio continuo ed al dialogo, come al dibattito di idee. La prossima e XIX° riunione internazionale delle rito scozzesi antico e accettato,  del 25 al 27 maggio a Roma, sotto la presidenza prestigiosa del Supremo Consiglio d'Italia sarà un'occasione, dopo il bicentenario celebrato nel 2005, di dimostrare di nuovo la forza delle nostre energie riunite. Il Supremo Consiglio d’Italia è un attore internazionale di primo piano in Europa ed il più vecchio dopo quello che presiedo. È importante per la Massoneria europea che queste due giurisdizioni continuino durevolmente a fissare di comune accordo orientamenti e scelte nelle quali altri supremi consigli possano riconoscersi. Con realismo costituiamo insieme i motori forti di una massoneria scozzese che si afferma in Europa. E questo lo dobbiamo anche a Giuseppe Garibaldi, l'unificatore muratore, ma anche il profeta della unione delle Nazioni.

 

Più volte all'anno strutture muratoria italiane che si presentano come supremi consigli, si avvicinano cercando di stabilire relazioni con la nostra giurisdizione. Per noi il vostro Supremo Consiglio è la sola giurisdizione amica in Italia e grazie alla relazione forte ed esclusiva che ci lega non potremmo mai rinunciare a quella scelta di fedeltà, forte e duratura di cui abbiamo fatto promessa. Essere muratori d'onore, tale è la nostra norma e desidero

quindi confermare e garantire la mia più forte determinazione a continuare ciò che abbiamo iniziato a costruire insieme una realtà massonica franco-italiana del RSAA in un insieme europeo proiettato verso il futuro.

 

Nel contesto della massoneria internazionale adogmatica e liberale, non posso non citare il CLIPSAS, creato dai firmatari dell'appello di Strasburgo nel 1961. Quest'istanza è un crogiolo essenziale per il dialogo internazionale e siamo certi che se il suo destino dovesse essere posto sotto la vostra grande cabina di regia, la base delle politiche universali muratorie si troverebbe rafforzata. I questi tempi di globalizzazioneè naturale pensare alla dimensione universale del nostro ordine muratorio. 

 

Terminerò confermandovi tutta la speranza che i massoni della mia giurisdizione scozzese pongono nella nostra amicizia fraterna, testimoniata dalla reciproca frequentazione ai nostri lavori. Il sovrano grande commendatore Luigi Danesin 33° era con noi a Parigi il 3 febbraio, nella Tornata del Supremo Consiglio. Oggi sono qui con voi. Eravamo insieme a Barcellona in gennaio con le altre giurisdizioni europee. Presto saremo a Roma e a san Remo con numerosi fratelli. Questa felicità d’incontro fraterno è la nostra ricchezza e la nostra speranza.

 

Alain de KEGHEL 33°